Ambiente, Alessandro Mazzi: “La vera sostenibilità entra nei calcoli dell’ingegnere”

Per molti anni la sostenibilità è stata considerata un elemento da aggiungere a un progetto una volta completata la progettazione. Oggi, nelle grandi infrastrutture, la prospettiva è cambiata. Le scelte ambientali vengono prese molto prima dell'apertura di un cantiere: entrano nel dimensionamento delle opere, nella scelta dei materiali, nella pianificazione delle lavorazioni e nella definizione dell'intero ciclo di vita dell'infrastruttura.

 

Alessandro Mazzi: “La vera sostenibilità entra nei calcoli dell'ingegnere”

È un cambiamento che riguarda in modo particolare le opere marittime, dove qualità tecnica e impatto ambientale sono strettamente collegati. Progettare una banchina o un'infrastruttura costiera significa infatti confrontarsi con condizioni marine complesse, eventi meteorologici sempre più intensi e orizzonti temporali che possono superare i cinquant'anni.

In questo contesto, la sostenibilità coincide sempre più con la capacità di progettare opere destinate a durare.

Un'infrastruttura che richiede meno manutenzione, che resiste più a lungo e che riduce la necessità di interventi futuri comporta inevitabilmente un minore consumo di materiali, meno lavorazioni, meno trasporti e una riduzione dell'impatto complessivo sull'ambiente.

È questa la prospettiva adottata da Fincosit, storica azienda italiana specializzata nelle opere marittime e portuali, che negli ultimi anni ha integrato la sostenibilità direttamente nei processi di progettazione, nella gestione dei cantieri e nello sviluppo di soluzioni orientate alla durabilità delle infrastrutture.

Per Alessandro Mazzi, ingegnere e figura tecnica di riferimento di Fincosit, il punto centrale è proprio questo. “La sostenibilità non si aggiunge alla fine di un progetto. Deve entrare nei calcoli, nelle scelte progettuali e nella pianificazione dell'opera. Solo così diventa un elemento concreto dell'ingegneria.”

Una visione che modifica anche il modo di affrontare il tema della resilienza climatica. Oggi progettare un'opera marittima significa considerare scenari di lungo periodo, valutando l'evoluzione delle condizioni ambientali e degli eventi estremi. Anticipare questi fattori non significa soltanto aumentare la sicurezza dell'infrastruttura, ma anche ridurre la probabilità di interventi correttivi nel futuro, con evidenti benefici sia economici sia ambientali.

Lo stesso principio si riflette nella gestione dei cantieri. “La qualità ambientale di un intervento – commenta Alessandro Mazzi – non dipende esclusivamente dai materiali utilizzati, ma anche dall'organizzazione delle attività. Pianificare correttamente le lavorazioni, limitare gli spostamenti dei mezzi, ridurre le interferenze con l'ambiente marino e ottimizzare le fasi operative significa diminuire contemporaneamente tempi, costi e impatti.”

Anche la ricerca sui materiali segue questa logica. Più che inseguire soluzioni definite genericamente “green”, il settore sta investendo nello sviluppo di tecnologie che aumentino la durabilità delle opere in ambiente marino, uno dei contesti più impegnativi per l'ingegneria civile. Ogni anno di vita utile guadagnato da una struttura rappresenta infatti un anno in meno di manutenzioni straordinarie, nuove lavorazioni e consumo di risorse.

“Un'infrastruttura sostenibile è prima di tutto un'infrastruttura progettata per durare. La durabilità è una forma concreta di rispetto per l'ambiente e per le risorse”, osserva ancora Mazzi.

È una prospettiva che supera la tradizionale distinzione tra prestazione tecnica e sostenibilità. Le due dimensioni tendono ormai a coincidere. Un progetto ben concepito è, quasi sempre, anche un progetto ambientalmente più efficiente.

Per questo motivo l'innovazione ambientale nelle infrastrutture non si misura soltanto attraverso certificazioni o rendicontazioni ESG, ma nella qualità delle decisioni progettuali. È lì che si determina la capacità di un'opera di resistere nel tempo, di limitare il consumo di risorse e di ridurre il proprio impatto lungo tutto il ciclo di vita.

Nelle grandi infrastrutture, la sostenibilità sta quindi cambiando natura. Non rappresenta più un elemento aggiuntivo da integrare a posteriori, ma una componente essenziale della buona ingegneria. E proprio nella capacità di progettare opere più durevoli, resilienti ed efficienti si giocherà una parte sempre più importante della competitività delle imprese del settore.

Ambiente, Alessandro Mazzi: “La vera sostenibilità entra nei calcoli dell’ingegnere”